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domenica 4 maggio 2014

Ma davvero il cavolo...non vale un cavolo?

Contraddizioni  e varie amenità

Ma perché mai un prelibato alimento come il cavolo, con tali e tante proprietà, ha ricevuto una tale indegna collocazione?
Forse a causa della sua diffusione: un cibo diffuso nella cucina povera, ma eccellentissimo nella sua incredibile ricchezza di elementi nutritivi e, come si sa oggigiorno, un potente antitumorale.
Purché però si tratti di un cavolo biologico, altrimenti diviene invece un pericolo in agguato.
Chi ha un po di pratica di ortaggi e coltivazione ricorderà come è difficile tener lontani i parassiti dai cavoli, che vengono letteralmente distrutti dalle larve, se non si provvede con metodi alternativi o ahimè chimici alla loro disinfestazione.

Dalle mille virtù, a patto che sia biologico

Dunque consumiamo cavoli coltivati  da noi in terreni vergini, oppure rechiamoci al banco del biologico, dove a pochi soldi troveremo un'ampia scelta che ci consentirà di consumarne anche crudi ( per coloro che soffrono di ipotiroidismo, sarebbe indicato procedere ad una rapida cottura del cavolo, a causa della possibilità che incida sul metabolismo tiroideo e per questo viene inserito nei cibi gozzigeni).
Ma quali e quante patologie cura?
Essenzialmente, a  causa dell'alto contenuto di vitamina C, quelle delle vie respiratorie (raffreddori, bronchiti,tonsilliti e laringiti), chiaramente è bene farne un uso costante e non consumarlo quando siamo già ammalati!
Ne gioveranno gli artrosici, i gastritici e pure quelli affetti da ulcere gastroduodenali, coliti, acne, problemi di pelle, come pure è eccellente per contrastare la stitichezza e l'insufficienza epatica.
E non solo: la particolare ricchezza di minerali aiuta ad eliminare le scorie metaboliche, mentre l'effetto antinfiammatorio ed antiulceroso provvede a risanare i tessuti danneggiati.
Purtroppo, come molte piante eduli, la cottura lo priva di molte sostanze e  può renderlo un po più difficile da digerire, mentre grande efficacia ha l'assunzione di succo centrifugato.
Occorre quindi tener presente quest'ortaggio dalle virtù eccezionali e invitarlo spesso alla nostra tavola, restituendogli il ruolo principe tra le verdure.
Salute a tutti!

A cura di Insegnante Olistica

E' ancora il cibo la vera cura?

Ma è vero che dobbiamo mangiare variato?

Il collegamento delle malattie cronico degenerative (cancro, infarto del miocardio, ictus cerebrale), che rappresentano la principale causa di morte nei paesi occidentali, con una dieta non idonea, è oramai  scientificamente acclarato.
L'inveterata abitudine a far coincidere il senso di sazietà con l'assunzione diversificata di cibi, sull'onda della vecchia consuetudine "mangia variato per non aver carenze", ha avuto effetti disastrosi e consistenti non solo nell'eccesso calorico, ma sopratutto nell'espandersi di patologie un tempo poco diffuse.
Ma anche gli stati ansiosi, la fretta nel mangiare, l'eccesso calorico e la manipolazione dei cibi alterati e irradiati, deprivati di ogni sostanza vitale ha contribuito ad aggravare una situazione nella quale combinare adeguatamente gli alimenti per ristabilire la salute, necessita di un minimo di vera cultura alimentare.

Cibi semplici senza sostanze nocive


Al primo posto dovremmo mettere la qualità degli alimenti, preferendo quelli non alterati dai processi industriali, meno cotti, riscaldati, irraggiati, pastorizzati : la frutta e la verdura dovrebbero ottenere a pieno titolo il posto principale, anticipando la prima alla seconda e individuando diverse fasce orarie nella giornata durante le quali nutrirci di questi preziosi doni della natura. Fatto questo dovremmo ribellarci alla cultura dell'aminoacido ad oltranza e orientarci verso un saggio e moderato consumo di granaglie, meglio se a cottura rapida.
Infatti le elaborate digestioni provocano una serie di guai al nostro organismo, a causa delle quali possono insorgere diverse patologie: meglio orientarci su cibi nobili, integri e non manipolati.
Aborrire lo zucchero bianco e i vari dolcificanti, saccarine, aspartami e con essi meglio sarebbe eliminare tutte le sostanze nervine, come the, caffè, cole e bibite dopanti.

Il bisolfito è davvero innocuo?

Fatto questo dovremmo guardare con sospetto il consumo di vino anche perché come sappiamo non è possibile la vinificazione senza l'utilizzo del pericolosissimo bisolfito, quindi una bevanda così generosa diviene assai più indigesta per il nostro fegato dell'alcol che contiene.
Anche la birra, a onta di ogni pubblicità, dovrebbe essere assunta con moderazione e in ogni caso evitare bevande dolci o succhi conservati.
Chi si accinge alla nuova consapevolezza alimentare, senza un minimo di cognizione, rimane basito: "Cosa potrò mai mangiare?"
Escluso le carni, i derivato latto caseari e i succedanei di cui sopra, possiamo sbizzarrirci nella scelta dei cibi naturali, privilegiando i semi, i germogli, i cereali a pronta cottura e ovviamente frutta e verdura.
La regola è mangiar poco e mai troppo variato nello stesso pasto.



Molta frutta e verdure, ma anche noci e granaglie
 

Per quel che concerne la mia esperienza, ho adottato un regime che esclude completamente la colazione (il mio fabbisogno al mattino è assolutamente assente), alle 10/11 inizio con 3 arance spremute e ogni 2 ore circa assumo frutta di un certo tipo o carote,centrifugate o intere.Solo alla sera alle 19 provvedo ad un pranzo frugale a base di cereali e verdure, anticipati da una terrina di erbe crude.Dopo le 20 non assumo più nulla fino al giorno seguente.
Ho escluso anche tutte le bevande riscaldanti e  faccio un uso conviviale delle stesse tisane, preferendo mangiare una noce o della frutta secca.
Ognuno dovrebbe aver eil coraggio di informarsi e sperimentare, se non è sostenuto da una cultura personale che gli consenta di assumere le informazioni e analizzarle, dovrebbe aspirare concretamente ad esaminare le alternative e farsene un'idea personale, sulla base della quale chiedere lumi a medici o naturopati degni di stima.
Come sempre, non è la natura ad essere incriminata, ma è l'uso e l'abuso che se ne fa.

A cura di  Insegnante Olistica

sabato 3 maggio 2014

Storie d'amore e d'anarchia: allergie e intolleranze parte 2

Seguendo i principi della natura



Ecco di  seguito il racconto delle mie peripezie per ritrovare salute e vitalità che però  non deve indurre chiunque a cimentarsi senza esperienza in digiuni e scelte alimentari: è d'obbligo informarsi, studiare e sopratutto valutare  il caso personale, confrontandosi con un medico in linea con gli approcci naturali.

Per quel che mi riguarda, iniziai a considerare in modo a dir poco sospetto tutti gli alimenti e, scottata dalle mie disgrazie, mi accodai al carrozzone delle intolleranze che criminalizzavano ora un alimento, ora un altro.
In quello sfortunato periodo ebbi a patire persino degli shock anafilattici, la cui causa non fu mai trovata, ma che oggi riconosco essere nella pregressa autointossicazione da formaggi,zuccheri, caffè e inquietudine.
Poi capii che il corpo reagisce in modo morboso quando si trova a fronteggiare dei veri e propri attacchi al sistema naturale di smaltimento delle tossine, perciò la prima cura dovrebbe essere quella di controllare cosa ingeriamo.

Laparotomia o igienismo naturale?

Ma iniziai a condividere davvero l'approccio igienistico, solo quando, a causa di dolori addominali di natura sconosciuta, fui costretta a recarmi in ospedale per essere sottoposta a laparotomia. Nell'emergenza, sconvolta dal dolore, non trovai nessuno che potesse prendersi cura dei miei cagnolini (ben 14), più una nutrita combriccola di gatti e fu così che firmai per essere dimessa e contrariamente al parere medico iniziai a praticare i metodi indicati dalla dottoressa Catherine Kousmine per mantenere l'igiene intestinale.
Dopo una nottata ed un giorno intero  in ospedale,in preda a dolori lancinanti mai leniti, tra esami del sangue, lastre ed ecografie, mi ero sentita dire solo: "dobbiamo aprire per vedere che c'e' ".
Mentre non avrebbero potuto prendere la responsabilità di ripulire l'intestino, come feci io a casa, con sollievo per quei miei villi intestinali tormentati. Ma non era la costipazione il mio problema, ma probabili polipi o diverticoli che si erano formati a seguito sciagurate abitudini studentesche, come l'abuso del caffè e dello zucchero bianco, oltre che di formaggi, con cui credevo di saldare il conto proteico di una dieta vegetariana.

Crudismo e la scoperta del metodo di Catherine Kousmine

L'incamminarmi per la strada del crudismo avvenne proprio grazie all'impostazione della valente dottoressa svizzera, che però proponeva anche dei mix di yogurt /semi oleosi/frutta secca e fresca assai poco digeribili per il mio stomaco delicato.
Ma grazie a questo approccio iniziai a prendere le distanze da una cultura medica che aveva assistito al formarsi di ben 8 noduli tiroidei, potendo propormi solo un'integrazione forzata di estratti ormonali e un'eventuale asportazione di un muscolo invaso da un mioma. 
Riconobbi che quelle formazioni tiroidee erano risultate  direttamente  dalla costipazione intestinale, come aveva dimostrato uno dei  miei più lunghi digiuni integrali degli anni seguenti ( senza assumere altro che acqua, durante il quale assistetti alla dissoluzione della maggior parte dei noduli , nonchè del  mioma gigantesco).
Così, se l'adozione da ragazza della dieta vegetariana mi aveva magicamente liberata di ogni gastrite, l'abolizione delle uova e dei prodotti caseari, con una dieta vegan fruttariana aveva migliorato di gran lunga il mio stato di salute, che mi consentiva ora di adoperarmi con successo in varie attività sportive e di porre attenzione ai miei impegni ed al volontariato, con un'energia inesauribile.

Lo stato del colon come termometro della salute 

Quel che  risultò chiaro fu che la massa fecale è spesso trattenuta nell'organismo per varie ragioni e non deve trarci in inganno la frequentazione quotidiana del servizio igienico.
Come ben sapevano i nostri antenati fino a Pitagora ed Ippocrate, l'evacuazione quotidiana e "commendevole" rappresenta essa stessa  garanzia di salute.
Stimolarla con sostanze infiammanti come purganti e lassativi sopratutto chimici, non serve a nulla se non ad aggravare il problema e per risolverlo io mi rivolsi al digiuno.
In seguito continuai a fare uso saltuario dei metodi indicati da tutti i più noti digiunoterapeuti per liberare l'eccesso di scorie, mediante enteroclismi o piccolissime dosi di lassativi naturali non derivati della Senna.

Attività fisica e piccole infrazioni

Ma sopratutto mi ricordai di passeggiare molto, oltre alla quotidiana ginnastica e smettere di nutrirmi quando si presentava qualunque disagio al colon.
Ammetto di avere avuto molte "cadute", la principale, che mi affligge ancora, è sull'uso ( ed abuso) di miele, come pure in periodi freddi l'occasionale assunzione di cioccolata o dolci.
Per fortuna, i periodi regolari di digiuno mi rimettono in sesto e non ho più accusato forti disagi fisici.
Una delle meraviglie che mi è capitato di osservare è che le miei unghie deboli e fragili da tutta una vita divenivano forti e lunghe e i miei capelli si rinforzavano, i miei muscoli apparivano più sodi e la pelle più tersa...insomma un bel cambiamento rispetto alla cultura farmaco-dipendente in cui ero stata cresciuta!
Posso affermare con convinzione che allergie e intolleranze delle quali sembravo soffrire erano solo l'espressione di un organismo intasato e sofferente e che nessun cibo naturale, non artefatto dall'uomo e lasciato nella sua forma originaria, aveva leso il mio corpo o provocato malattia.

A cura di 
Insegnante Olistica

Digiuno come benettia

Un naturale meccanismo terapeutico


In tempi di sovralimentazione, ove la scellerata mescolanza di assurdità alimentari contrasta con la povertà di un'altra parte di mondo, affamato e dimenticato, nuove malattie affliggono l'uomo occidentale, molte delle quali  legate al cibo.  E non parliamo della condizione dell'obesità, purtroppo piaga costante dei paesi ricchi, ma di una serie di patologie individuate dalla medicina ufficiale che affliggono le popolazioni "evolute" a livello fisico e psichico.
Parliamo di tutte le interazioni dell'eccesso alimentare con i poveri corpi martoriati di migliaia di persone, che introducono dissennatamente ogni tipo di alimento, sostenuti da una pubblicità ingannevole che affianca una produzione massiccia di cadaveri, derivati caseari e pochissime verdure (che così conservate, sterilizzate e impoverite d'ogni sostanza non hanno più alcun ruolo nutritivo).
Ma non solo: l'eccesso alimentare, la cultura del fast food e dell'eccesso, si riflette pure nelle patologie pericolose come le sindromi bulimiche e l'insidiosa anoressia.

La donna come artefice del felice cambiamento alimentare nel mondo

Tutto ciò indurrebbe al controllo o almeno alla moderazione consapevole, ma le principali artefici di questo stato di cose sono proprio molte donne, che seguono le pubblicità e un'informazione scarsamente educativa, proponendo poi stili alimentari ai loro figli che li segneranno per una vita. 
Ma mentre l'intento è sicuramente buono e condivisibile, l'effetto non lo è. 
Ecco perché questo messaggio è dedicato sopratutto alle donne, parlando da donna a donna, le uniche attraverso le quali potrà avvenire il cambiamento epocale della nostra cultura alimentare, da "aggressiva-manipolativa" a cultura del cibo buono/nutriente/non crudele.

Prima di ogni digiuno, depuriamo il nostro corpo

Molti si sorprendono quando dico loro che prima del digiuno devo intraprendere 4 settimane di depurazione a base di succhi freschi di frutta, ma sopratutto di verdure: ma la ragione vi sarà presto chiara leggendo i passi che seguono.
Infatti, se siamo arrivati "alla frutta" ed il nostro sistema non ne può più di sovralimentarsi di schifezze e ci impone una tregua forzata, lasciate perdere gli yogurt e le insalatine e consegnatevi alla benettia del digiuno.
Alcune precauzioni iniziali possono consistere nella presa di coscienza del perchè si digiuna, a livello morale e terapeutico, non senza aver consultato prima un medico specializzato in terapie analoghe, che vi insegnerà ad ascoltare il vostro corpo e a ripulirlo, passo essenziale prima di affrontare il vero e proprio digiuno.
Perché quello che è sconosciuto agli aspiranti digiunatori o detrattori del sistema è che tantopiù l'organismo è intasato, tantomeno riusciremo a condurlo con efficacia e semplicità durante il digiuno.

Volontaria astensione

James Balch e Mark Stengler, nel loro testo "Rimedi Naturali", parlano anche del digiuno affermando che in milioni di anni è stato il rimedio più efficace cui si è ricorsi per ristabilire la salute, attraverso una volontaria astensione, per periodi di tempo variabili.
Il terapeuta, psichiatra R. Dalke ne ha fatto uno dei caposaldi della sua tecnica di guarigione, come pure un valente e illuminato medico romano, il Dottor Simeone dell'Istituto Broussais di Roma.
Anche nel secolo scorso diversi interessanti approcci furono indagati da medici valenti, come Arnold Eheret, che predicava come l'organismo umano fosse intasato da muco a vari livelli , a causa del quale bisognava porre attenzione a digiuni troppo lunghi che avrebbero portato in circolazione troppi veleni, ma proponeva una pratica di astensione di soli 3 giorni alla volta, anticipate da  4 settimane di preparazione e depurazione con specifiche prescrizioni alimentari.
E come ci ricorda  Valdo Vaccaro, colto naturopata e paladino veemente della scelta fruttariana e no cruelty, dobbiamo considerare con  rispetto e devozione sopratutto il grande medico americano Herbert Shelton, i cui studi sul digiuno sono fino ad oggi considerati i più approfonditi e dettagliati.


Ma cosa accade durante il digiuno?

Vorrei dire che il digiuno deve essere considerato una vera terapia e quindi non si presta a perdere peso con dissennatezza: è un modo serio e sicuro in cui, sotto controllo medico, possiamo divenire consapevoli di noi stessi e delle nostre esigenze in fatto di alimentazione. 
Non scaturisce da un rifiuto del cibo, ma da un momento di riflessione e depurazione, a seguito del quale diverremo più in grado di "sentire" se quel che mangiamo può essere dannoso o di aiuto e questo senza lasciarci condurre agli eccessi della ortoressia.
Scopriremo che cibarci di alimenti sani e vitali è meglio e più gratificante di rimpinzarci di cibi fritti, collose caseine, cadaveri e farinacei deprivati di ogni sostanza.
Infine i più fortunati di noi acquisiranno  il rispetto che ogni creatura vivente dovrebbe avere nei confronti del proprio corpo.
Ma vediamo in pratica cosa avviene nel digiuno.
Durante il primo giorno di digiuno, secondo i citati Balch e Stengler,  si brucia dunque  lo zucchero precedentemente immagazzinato, in seguito si comincia  a metabolizzare il grasso per produrre energia. 
Ecco perché, a partire dal terzo giorno, la fame inizia a diminuire, mentre le energie fisiche aumentano, le tossine presenti nel grasso corporeo vengono incanalate nel torrente ematico per essere filtrate dal fegato e dai reni.
Tra il secondo e il terzo giorno l'organismo entra in stato di chetosi, in cui il fegato converte i grassi in chetoni che possono essere utilizzati dai muscoli per produrre energia  e anche dal cervello.Si perde lo stimolo della fame, ma aumentano concentrazione e consapevolezza.

La salute come inderogabile responsabilità personale 

Al giorno d'oggi il digiuno, oltre a rappresentare un'occasione per mettere a riposo gli organi del nostro corpo, consentendo loro di autoripararsi, rappresenta un'opportunità di ringiovanimento e di recupero della propria vitalità.
Chiaramente è una pratica riservata a chi non abbia particolari patologie, nel qual caso è bene effettuarla sotto strettissimo controllo medico.
Ma ammetto che, nel mio caso, l'assunzione di responsabilità mi indusse ad intraprendere questa strada da sola, supportata solo dalle letture che negli ultimi 20 anni avevo approfondito sull'argomento.
Ne ebbi solo benefici e grande chiarezza.
Ritengo che  il discorso circa il benessere corporeo e mentale dovrebbe  sempre spingerci ad una presa di coscienza spontanea e profonda, valutando consigli e pratiche nella misura in cui si sia in grado di acquisire le informazioni nel modo più corretto e idoneo alle nostre esigenze.
Non facciamo mai nulla di cui non siamo convinti, non facciamo mai nulla senza che ci sia chiaro quello che ci viene proposto.
Niente al mondo è più importante della comprensione, niente è più importante del riappropriarci della nostra salute

A cura di:

Insegnante olistica

www.insegnanteolistica.jimdo.com