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sabato 3 maggio 2014

Storie d'amore e d'anarchia: allergie e intolleranze parte 2

Seguendo i principi della natura



Ecco di  seguito il racconto delle mie peripezie per ritrovare salute e vitalità che però  non deve indurre chiunque a cimentarsi senza esperienza in digiuni e scelte alimentari: è d'obbligo informarsi, studiare e sopratutto valutare  il caso personale, confrontandosi con un medico in linea con gli approcci naturali.

Per quel che mi riguarda, iniziai a considerare in modo a dir poco sospetto tutti gli alimenti e, scottata dalle mie disgrazie, mi accodai al carrozzone delle intolleranze che criminalizzavano ora un alimento, ora un altro.
In quello sfortunato periodo ebbi a patire persino degli shock anafilattici, la cui causa non fu mai trovata, ma che oggi riconosco essere nella pregressa autointossicazione da formaggi,zuccheri, caffè e inquietudine.
Poi capii che il corpo reagisce in modo morboso quando si trova a fronteggiare dei veri e propri attacchi al sistema naturale di smaltimento delle tossine, perciò la prima cura dovrebbe essere quella di controllare cosa ingeriamo.

Laparotomia o igienismo naturale?

Ma iniziai a condividere davvero l'approccio igienistico, solo quando, a causa di dolori addominali di natura sconosciuta, fui costretta a recarmi in ospedale per essere sottoposta a laparotomia. Nell'emergenza, sconvolta dal dolore, non trovai nessuno che potesse prendersi cura dei miei cagnolini (ben 14), più una nutrita combriccola di gatti e fu così che firmai per essere dimessa e contrariamente al parere medico iniziai a praticare i metodi indicati dalla dottoressa Catherine Kousmine per mantenere l'igiene intestinale.
Dopo una nottata ed un giorno intero  in ospedale,in preda a dolori lancinanti mai leniti, tra esami del sangue, lastre ed ecografie, mi ero sentita dire solo: "dobbiamo aprire per vedere che c'e' ".
Mentre non avrebbero potuto prendere la responsabilità di ripulire l'intestino, come feci io a casa, con sollievo per quei miei villi intestinali tormentati. Ma non era la costipazione il mio problema, ma probabili polipi o diverticoli che si erano formati a seguito sciagurate abitudini studentesche, come l'abuso del caffè e dello zucchero bianco, oltre che di formaggi, con cui credevo di saldare il conto proteico di una dieta vegetariana.

Crudismo e la scoperta del metodo di Catherine Kousmine

L'incamminarmi per la strada del crudismo avvenne proprio grazie all'impostazione della valente dottoressa svizzera, che però proponeva anche dei mix di yogurt /semi oleosi/frutta secca e fresca assai poco digeribili per il mio stomaco delicato.
Ma grazie a questo approccio iniziai a prendere le distanze da una cultura medica che aveva assistito al formarsi di ben 8 noduli tiroidei, potendo propormi solo un'integrazione forzata di estratti ormonali e un'eventuale asportazione di un muscolo invaso da un mioma. 
Riconobbi che quelle formazioni tiroidee erano risultate  direttamente  dalla costipazione intestinale, come aveva dimostrato uno dei  miei più lunghi digiuni integrali degli anni seguenti ( senza assumere altro che acqua, durante il quale assistetti alla dissoluzione della maggior parte dei noduli , nonchè del  mioma gigantesco).
Così, se l'adozione da ragazza della dieta vegetariana mi aveva magicamente liberata di ogni gastrite, l'abolizione delle uova e dei prodotti caseari, con una dieta vegan fruttariana aveva migliorato di gran lunga il mio stato di salute, che mi consentiva ora di adoperarmi con successo in varie attività sportive e di porre attenzione ai miei impegni ed al volontariato, con un'energia inesauribile.

Lo stato del colon come termometro della salute 

Quel che  risultò chiaro fu che la massa fecale è spesso trattenuta nell'organismo per varie ragioni e non deve trarci in inganno la frequentazione quotidiana del servizio igienico.
Come ben sapevano i nostri antenati fino a Pitagora ed Ippocrate, l'evacuazione quotidiana e "commendevole" rappresenta essa stessa  garanzia di salute.
Stimolarla con sostanze infiammanti come purganti e lassativi sopratutto chimici, non serve a nulla se non ad aggravare il problema e per risolverlo io mi rivolsi al digiuno.
In seguito continuai a fare uso saltuario dei metodi indicati da tutti i più noti digiunoterapeuti per liberare l'eccesso di scorie, mediante enteroclismi o piccolissime dosi di lassativi naturali non derivati della Senna.

Attività fisica e piccole infrazioni

Ma sopratutto mi ricordai di passeggiare molto, oltre alla quotidiana ginnastica e smettere di nutrirmi quando si presentava qualunque disagio al colon.
Ammetto di avere avuto molte "cadute", la principale, che mi affligge ancora, è sull'uso ( ed abuso) di miele, come pure in periodi freddi l'occasionale assunzione di cioccolata o dolci.
Per fortuna, i periodi regolari di digiuno mi rimettono in sesto e non ho più accusato forti disagi fisici.
Una delle meraviglie che mi è capitato di osservare è che le miei unghie deboli e fragili da tutta una vita divenivano forti e lunghe e i miei capelli si rinforzavano, i miei muscoli apparivano più sodi e la pelle più tersa...insomma un bel cambiamento rispetto alla cultura farmaco-dipendente in cui ero stata cresciuta!
Posso affermare con convinzione che allergie e intolleranze delle quali sembravo soffrire erano solo l'espressione di un organismo intasato e sofferente e che nessun cibo naturale, non artefatto dall'uomo e lasciato nella sua forma originaria, aveva leso il mio corpo o provocato malattia.

A cura di 
Insegnante Olistica

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