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lunedì 11 agosto 2014

La seduzione del cibo

Niente menu agonizzanti

Un titolo ammiccante che lascia prevedere oceani di voluttà...
Ma quale la strada da intraprendere? Sarà quella dei cibi conditi di spezie, non più starnazzanti di vite cui si è posta  fine ("l'anatra all'arancia", cibo prediletto dei sessuomani), per la bramosia di vincere e affermarsi sopra ogni altro essere, depredando, sconvolgendo e rimestando nel pentolone orrendo umore, sangue e sapori  di vite altrui?

Usciamo dai clichées cimiteriali

 Dai piccoli crostacei possiamo imparare, così inermi e così vilmente cacciati, pure dai bambini che con i loro secchielli di prigionieri si affollano lungo gli scogli d'ogni mare. Ma cosa dire dei  testicoli d'animale, così ricercati da farne una sostanziosa libagione, per meno coraggiosi esseri umani alla ricerca compulsiva di un'abilità ossessiva, che sarà per loro sempre e comunque negata...
E quindi ti offro la mia mela della conoscenza..approfittando di questa estate calda, forse potrai capire di cosa ha davvero bisogno la nostra specie: Luce, Cibo naturale, Amore e Pace.


Cibo erotizzante: colore e sapore

Giriamo pagina e cancellando invece questi scenari apocalittici del nostro millennio di scelleratezza, cosa vedremo?
La seduzione si esprime nella goccia scivolante, il cui sapore fragrante sprizza via dal nostro frutto.
 Lambita dalla nostra lingua, rianima la tempra, fa gioire il cuore ed illumina lo sguardo.
E scusate se non parlo della biblica mela...

Primo: godere

Sogno di sostare in una splendida tenda di teli bianchi agitati dal vento frizzante, su di una spiaggia di sabbia finissima, un giaciglio morbido, su cui distendermi ad aspettare il sole del mattino..e attorno a me, imbanditi su vassoi variopinti, i frutti nostrani e tropicali mi si offrono in una danza caledeoscopica di profumi e colori.

E quanto una fragola sia sexy lo sanno tutti (almeno quelli che han rivisto cento volte "Nove settimane e mezzo"), quanto il succo della frutta sia di per se energizzante e faccia tornare il buonumore, nutrendo senza offendere il nostro organismo, è sotto i nostri occhi e a costo così ridotto da far sorridere...

Mille frutti del desiderio

Vorrei inventare per quest'estate un menu incantato..una tavola colma di portate seducenti..una specie di food porn..fatta di erotiche angurie, arance polpose e misteriosi mirabolani, sinuosi chicchi d'uva, morbidi avocados, per la gioia degli occhi e del palato.
E allora, almeno per quest'estate, buttiamo le padelle: niente menu alla carta, ma solo i grandi classici della dieta vegan fruttariana, per il gusto erotico di star bene e vivere in forma da soli, ma sopratutto ..in compagnia!





sabato 26 luglio 2014

La cucina dei pirati: insalata di mele e cavoli rossi


Mele e cavoli rossi ...per 4... marinai!

Questa insalata è quanto di più rinfrescante e gradevole possiate gustare in alternativa alle comuni insalate, a bordo della nostra barca, sperduti tra i porti della penisola, alla ricerca di una caletta dove passare la notte, la accompagniamo ad un buon desinare di pasta integrale in bianco.

Ed ecco gli ingredienti:


Condimento:

 15 g di olio d'oliva
Scorza d'arancia grattugiata
1, 25 g di polvere di mostarda


250 g di cavolo rosso tritato finemente
2 cipolline tritate
1 arancia sbucciata e tagliata a pezzi
50 g di uvetta ben lavata
1 mela

Dunque, mettete gli ingredienti del condimento in una terrina e mescolateli insieme.
Poi mettete il cavolo rosso e le cipolline, gli spicchi d'arancia e l'uvetta nel piatto da portata, aggiungete la mela tagliata a fettine sottili, amalgamate il tutto con il condimento.
Ottima in estate o inverno, contiene vitamine B e acido folico nonché

minerali come calcio, ferro e potassio.
Ricordate di preparare prima il condimento e solo dopo tagliare le verdure per poterle consumare poco dopo la preparazione.



E perché non una carotina, al posto della...merendina?

Un tesoro in una radice

Un tempo era lo spuntino di giovani e meno giovani, ma anche dei bimbi, che si rasserenavano a sbocconcellare una carotina ripulita amorevolmente dalla nonnina: questo accadeva quando l'industria dei dolciumi colorati e conservati alla meglio, tra gommosi residui di ossa, non avevano ancora fatto la loro comparsa nel "rallegrare" lo sguardo e un po' meno l'alimentazione quotidiana.


Umili fittoni, erbacee e di colore rosso aranciato sono appunto le carote, uno degli ortaggi più comuni e coltivate in tutta Europa, indiscutibilmente eccezionali per i suoi principi attivi.
Purtroppo, proprio per questo suo essere considerate "comuni", le riconosciute e preziose caratteristiche alimentari non vengono adeguatamente rese disponibili nella nostra alimentazione.
Mentre è possibile anche coltivarle in cassoni in terrazzo, il consumo è talmente prezioso ed il valore nutritivo così elevato, da considerare  l'ipotesi di metterne i tavola ogni giorno.
Oltre alle arance, il succo di carota è un lusso che può essere disponibile anche in tempi di crisi, da accogliere alla propria tavola o  riscoprendone magari il gusto grazie ad una buona centrifuga.
E' utile nel caso di disturbi della cute, di inestetismi della pelle, è diuretica, carminativa e pure benefica per il fegato e per l'intestino, reintegra poi molte vitamine a chi soffra di diarree. 
Ma sicuramente è utile anche in caso di stipsi e di gotta o di artrite.
Tra le vitamine ricordiamo principalmente la A e poi la PP, la D e gruppo B.

Effetto antinfiammatorio e antitumorale

Gli usi  della carota sono molteplici e possono includere una grandissima varietà di affezioni che beneficino della necessità di apportare vitamina A di pronto uso (ossia organicata assieme ad altre sostanze che ne consentano l'assimilazione, a differenza del contenuto delle pasticche di estratti sintetici), come pure eccellente risulta essere l'effetto antinfiammatorio sugli apparati digestivi.
Come intraprendere una bella cura di carote?
Ai colitici raccomando di impiegarne solo il succo, non mangiando o bevendo altro in prossimità dell'assunzione: un bicchiere al giorno al mattino o prima di coricarsi, appena centrifugato (inutile dire che qualunque altra preparazione conservata non può essere considerata efficace allo stesso modo).

Carote con la buccia o no?

La regola aurea è : non sbucciare MAI le carote, ma raschiarle sotto un getto d'acqua.
Ricordate inoltre che favoriscono la dentizione e per questo si possono dare da mordere ai bambini.

Aggiungetene alle minestre di verdure (con cottura sempre velocissima, un quarto d'ora, non di più a fuoco vivo), aggiungendo anche foglie e gambi.
Una buona insalata di carote diviene diversamente gustosa con l'aggiunta di un cucchiaio di semi di lino tritati all'istante, ma badate di riservare a questo piatto un posto a parte, rispetto ad altre pietanze, consumandolo da solo o dopo un pasto a base di cereali.


Effetto curativo e aperitivo

Ed infine vi consiglio un gradevolissimo mix, efficace in caso di inappetenza o infiammazioni del colon: centrifugate a questo scopo tre carote, una mela e un gambo di sedano, oppure 2 carote, del sedano e dell'ananas.Al tutto a cui aggiungerete un pizzico di curcuma in polvere, per aumentare l'effetto antinfiammatorio e combinare due principi molto compatibili.
Una bevanda così preparata è anche un ottimo aperitivo, da gustarsi fresco a digiuno e mi raccomando: aspettate almeno un'ora prima di mangiare, per lasciare espletare tutte le funzioni di assorbimento delle preziose qualità nutritive da parte del vostro organismo.



mercoledì 16 luglio 2014

Aglio ammazza vampiri: agenda semiseria di probità alimentare

Debellare "vampiri", parassiti & co.

I vampiri veri, quelli di Bram Stocker, mai paghi di sangue delle loro vittime, aborrivano l'aglio e quindi si usava spargerne a piene mani in quei convitti di romanzi d'appendice, perché solo a nominarlo, sia il lettore che il supposto vampiro, fuggivano a gambe levate!
 Lo stesso faremo noi, ma non per allontanare manifestazioni eteriche più o meno presenti in altre forme anche ai tempi nostri, ma solo per rendere omaggio ad una pianta vilipesa, a causa del suo temperamento "deciso".
Le agliacee sono piante usate dai tempi più remoti ( Babilonesi, Greci e Romani già lo impiegavano copiosamente) demonizzate per taluni versi da una certa branca di igienismo, perchè considerate aggressive ed antibiotiche, ossia in grado di esercitare un'azione diversiva sui batteri e quindi alterare il funzionamento naturale del corpo nel suo processo di purificazione. 

L'aglio che aggredisce i batteri 

Ricordiamo che l'igienismo si avvale di definizioni come "aggressioni all'organismo" causate da una qualunque sostanza o droga che interferisca con l'espletamento delle funzioni della macchina corporale.
Indiscutibilmente però agli, cipolle, come pure i suoi stretti parenti il giglio bianco, l'asparago e il pungitopo (rispettivamente: lilium candidum, asparagus officinalis, ruscus aculeatus), rappresentano egregiamente l'alternativa "balsamica" di chi cerchi nella natura un sollievo ai suoi stati infiammatori o circolatori.
Ma le proprietà pettorali, carminative e battericide , fanno pure delle agliacee  potenti attivatori per favorire l'eliminazione rapida di quelle scorie (azotate o mucose) che infestano il corpo umano.
Ma sempre ricordando che la nostra scuola igienistica  non demonizza tali infestazioni, ma le indica come relative ad un processo di guarigione in corso, messo in atto dal corpo.Un effetto anzichè una causa.
E gli effetti fastidiosi  sono fatti risalire all'azione di microorganismi (batteri) in grado di svolgere il ruolo di spazzini nei processi infettivi.

L'igienismo lo considera un alimento "forte"

Con tale scuola è difficile dire dove sia possibile intervenire ad alleviare gli effetti di tali tentativi di purificazione del corpo, che pure comportano disagi per l'organismo ospitante...
Ma l'aglio, la cipolla e l'asparago sono pure alimenti e come tali possiamo dedicare loro un uso moderato ma efficace nella nostra cucina.

Ad esempio l'impiego di aglio nei nostri piatti impedisce agli alimenti di imputridire ed è eccellente quindi anche in estate, almeno per chi ne tolleri il sapore e lo digerisca bene.
Chi non consce poi la famosa cura dell'aglio? Con questa si ingeriscono spicchi d'aglio, interi, al mattino, seguiti da un bicchiere d'acqua. Lo stesso Giovanni D'alò, creatore di questo blog, ne fa un uso larghissimo, per purificare il sangue e tener lontane influenze e raffreddori! 
Tale uso è però in effetti sconsigliato alle puerpere, come ai malati di fegato e a chi sanguini con facilità nonchè in alcuni casi di dermatosi. Il fatto però che concorra ad abbassare il tasso di colesterolo ne ha portato la popolarità alle stelle negli ultimi decenni (come pure la cipolla, ovviamente, anche se in misura minore).

Vapori..satanici?




Nel caso però si soffra di pressione bassa, l'aglio va considerato con molta attenzione perché può provocare crisi ipotensive, specie se abbinato ad un cibo altrettanto efficace allo scopo, come ad esempio il riso.
L'aglio si presta pure in caso di irritazioni , eczemi, vermi intestinali, febbre, meteorismo e colite ed è quindi un antibiotico naturale ad ampio spettro che agisce anche meglio con  una cura preventiva di propoli naturale, non glicerizzata.

Quindi possiamo dire che queste famiglie di cui abbiamo parlato hanno una potente impronta energetica ed un chimismo analogo, che può essere ricondotto anche alla sostanza che sprigionano, lo zolfo, responsabile anche dell'alito cattivo per chi si cibi di aglio e cipolla in grandi quantità e che pur essendo un potente disinfettante ne giustifica la diffidenza..come se rilasciasse una vera ....scia "satanica"!

venerdì 27 giugno 2014

Cucina dei pirati : frittelle di riso alla San Josè


Cucina semiseria e idee all'arrembaggio

Ecco che oggi inauguro, grazie ad una mia cara collaboratrice, l'angolo della  cucina dei pirati, spazio semiserio di cucina alternativa e varie amenità.

Oggi è pronto un piatto eccellente, che ho gustato sulle spiagge dell'America centrale, in un grazioso villaggio indio, a  Monimbò..luogo quantomeno frequentato dagli eroi salgariani, meno da pirati in cerca di altre "spezie" e  davvero  patria ispiratrice per i naturalisti , amanti di quelle scelte efficaci e gustose, ma reinterpretate nella scelta cruelty free..(perchè i nuovi pirati sono quelli che difendono, non uccidono, rispettano e sovvertono i regimi con la sola forza del loro ideale...)

Frittelle di riso alla San José

 E dunque al mercato ci si procura:

-300 g di riso
-3/4 di litro di latte di riso  con aggiunta di farina di avena-un cucciaio scarso, bene amalgamato(in alternativa va bene anche il latte di  soia).
-200 g di zucchero di canna
-una scorsa di limone
-una bustina di vaniglia
-2 bicchierini di rhum bianco (ok, lo so..l'alcol fa malissimo..ma era per darvi la ricetta..)
-due cucchiaini scarsi di agar agar
-3 banane
-olio per friggere

Come faccio:

Faccio scaldare il latte e vi cuocio il riso, al termine lascio un po di liquido e vi  aggiungo la farina d'avena.
Aggiungo pure zucchero di canna, cannella , scorza di limone,vaniglia e mescolo bene per 15 minuti, cuocio pochissimo (io lo tengo su 2/3 minuti).
Verso il tutto in una terrina e separo una tazzina da caffè di latte di riso freddo, a parte, aggiungendovi l'agar agar, mescolando benissimo e aggiungendolo man mano al resto del composto tiepido/caldo nella terrina.
Unisco pure le banane a rondelle e amalgamo il tutto.
Poi metto la padella sul fuoco e scaldo abbondante olio, così,  non appena fuma, vi verso l'impasto, dorandolo rapidamente da ogni parte.
Dunque pongo le frittelle su di un foglio assorbente e le asciugo bene dall'olio e.....
...poi chiamo la ciurma e le servo calde e spolverate con granella di prugne secche a volontà.

La merenda dei pirati

Si tratta di un piatto "forte" riservato ad un break sostanzioso, quando si vuole saltare la cena e fare una merenda alternativa al posto del solito the con gli amici..

Mi raccomando, non abusatene..: le fritture non son proprio gradite al nostro stomaco! Ma non sentitevi troppo colpevoli, altrimenti starete pure peggio!
E ricordate di aggiungere un pizzico di farina di riso anche all'olio di frittura, prima di scaldarlo, per limitare schizzi e pericoli..
A presto dal vostro pirata maldestro (ma in cucina, "onesto"...)


Anima della terra : il grano Kamut

Dono degli antichi

Migliaia di anni fa, nella mezzaluna fertile, tra l'Egitto e la Mesopotamia, fu scoperto un cereale, antenato del grano duro moderno e  il suo antico nome era "KA'MOET".


Nella nostra società industriale e tecnologica, che segnala e rende uniformi le specie, all'interno di un range di qualità elitaria, anche questo antico grano è adesso divenuto marchio depositato e utilizzato per differenziare alimenti prodotti con questo cereale. Eccellenze o note dolenti del progresso il vero kamut deve possedere alcune specifiche  caratteristiche:

Come riconoscere il Kamut

1) E' antenato del grano duro

2)Ha una grandezza due volte superiore a quella del grano comune

3) Contiene dal 20 al 40 per cento in più di proteine, ma anche più lipidi, minerali, aminoacidi e vitamine

4) Può essere un'alternativa squisita per preparazioni a base di grano tradizionale

5) E' prodotto esclusivamente con metodo biologico

Eccellenza in selenio

Una delle caratteristiche più salienti di questo alimento sopraffino, di cui consiglio sempre una cottura rapida in pentola a pressione, sta nel contenuto di selenio.
Tale sostanza fa parte degli oligoelementi più importanti per la vita umana e coniugato a vitamina C ed E e carotene riduce la formazione di radicali liberi. Il grano Kamut ha il pregio di contenere un tenore naturale di selenio pari a 900 microgrammi per chilo, che corrisponde ad una quota altissima, che difficilmente può essere assunta da prodotti cerealicoli tradizionali o carne.

Consumo ragionevole e ragionato

Come sempre, mi vedo costretta a rettificare le informazioni correnti, ricordando che la capacità di un alimento di essere assorbito è assai più importante dei suoi contenuti infinitesimali: quindi io stessa mi attengo ad un consumo neanche troppo esagerato, riservandolo a piatti invernali o estivi ( ottime le insalate di farro e verdure!) e sempre nell'ambito di una dieta che privilegi molta frutta e verdure.


A presto l'affascinante storia della sua riscoperta!


martedì 10 giugno 2014

Regina di giugno

Un regalo di Dio al mondo

Non occorre aspettare i carghi in arrivo da porti lontani, non bisogna languire alla ricerca di quel frutto favoloso, dalle mille virtù che ci strappa il sorriso dalla bocca, scontentandoci tutti per il suo costo impossibile (e che pur avendo tutte quelle virtù, ci danneggia a livello profondo, con l'insoddisfazione di doverci dissanguare letteralmente per acquistarlo!)
Le ciliege arrivano sempre a giugno, con precisione e puntualità, i nostri alberi ne sono carichi e in molte campagne ne troviamo di selvatiche, mentre  i mercati non possono tenerne i prezzi altissimi e noi saremmo pazzi a non approfittarne, regalandoci... almeno una settimana a ciliege!

A dieta con le ciliege

Perché sia un frutto così eccezionale è presto detto e non mi riferisco alla consueta dissezione delle proprietà in vitamine e sali minerali (che se fosse solo un accozzaglia di nutrienti sparpagliati, avrebbero ragione le case farmaceutiche a propinarcele in pillole sparse!): la verità è che il frutto, così come è stato creato, composto, con le sue percentuali di acqua organicata, l'aggregarsi quasi fantastico di tante diverse molecole, che devono porsi a quel modo per essere assorbite ad hoc dall'organismo, creano quella meravigliosa sinergia che fa delle ciliege un dono di Dio.

Disintossicanti naturali

L'aspetto disintossicante e rimineralizzante non è che una delle proprietà terapeutiche di questo gustosissimo frutto, ma promuove pure un'azione espulsiva delle scorie organiche, con notevole rinnovamento del sangue, per cui è adatta anche agli obesi o a chi abbia necessità di depurarsi, visto che anche la gran parte degli zuccheri in essa contenuti sono costituiti da fruttosio. L'azione diuretica e lassativa completano il quadro di questo incredibile alimento che si adatta perfettamente alla dieta maggiolina o dei primi tempi dell''estate.
Indicata nella calcolosi, nell'artrite e nei dolori articolari, anche se ribadisco di non riferirsi a tali virtù terapeutiche come avete sempre fatto con le indicazioni di un farmaco.

Come prepararsi alla "dieta di ciliege"

Infatti, perché un cibo naturale espleti tutto il meglio delle sue potenzialità, all'interno del nostro organismo, deve essere "accolto" in modo adeguato: il nostro corpo deve cioè  essere preparato all'assunzione. 
Se questo discorso vi sembra ostico, visto che magari avete sempre mangiato le ciliege a fine pasto (che è il modo migliore per annullare qualsiasi virtù ivi contenuta e per fare di questo frutto un ulteriore appesantimento metabolico e infiammatorio), provate a leggere più avanti e vi convincerete.
Un organismo intasato non riuscirà a trarre il meglio da questo fantastico frutto, quindi il proposito di tenere a freno l'appetito per uno o due giorni, prima di iniziare una dieta di ciliege, sarebbe opportuno; come pure mi sento di approvare i virtuosi che preordineranno un digiuno di 1 o 3 giorni, prima di mangiare a volontà ciliege per una settimana o più.

La prova del nove

Ancora non siete convinti? Fate voi stessi la prova: mangiate a sazietà ciliege a fine pasto e poi provate a mangiarne dopo un semidigiuno di uno o due giorni.
Non finirò mai di consigliarvi di ascoltare il vostro corpo: da questo apprenderete il rispetto per voi stessi.
Sarebbe poi necessario prestare attenzione  non mescolare altra frutta ed evitare per questa settimana alcol e bevande gassate, come pure caffè e sigarette ( inaspettatamente ho scoperto alcuni tabagisti tra i lettori di questo blog, ma chiunque abbia aspirazione a star meglio è bene accetto, specie se sta tentando di liberarsi di una dannosa abitudine!).

 Consigli per non gettar via nulla

Infine, un paio di chicche: non gettate i piccioli delle ciliege specie se sono biologici, ma essiccateli: saranno vantaggiosi in inverno per farne tisane diuretiche, come pure i noccioli, per chi ha pazienza di ripulirli, lavarli ed essiccarli, possono essere messi in una borsa di garza, all'occorrenza scaldati in forno a 50 gradi e posti poi su un punto dolente: sembra che abbiano virtù antiinfiammatorie.La borsina così preparata può essere riutilizzata moltissime volte.
E non è finita qui: molti ricorderanno anche un rimedio delle nonne fatto con le bucce di ciliegia: schiacciate e applicate sulla fronte alleviano l'emicrania, d'altra parte la polpa schiacciata è pure un ottimo rivitalizzante per la pelle del viso: provate una maschera alla polpa di ciliegia e mi darete ragione!
Ed ora: ciliege a volontà!

domenica 4 maggio 2014

Ma davvero il cavolo...non vale un cavolo?

Contraddizioni  e varie amenità

Ma perché mai un prelibato alimento come il cavolo, con tali e tante proprietà, ha ricevuto una tale indegna collocazione?
Forse a causa della sua diffusione: un cibo diffuso nella cucina povera, ma eccellentissimo nella sua incredibile ricchezza di elementi nutritivi e, come si sa oggigiorno, un potente antitumorale.
Purché però si tratti di un cavolo biologico, altrimenti diviene invece un pericolo in agguato.
Chi ha un po di pratica di ortaggi e coltivazione ricorderà come è difficile tener lontani i parassiti dai cavoli, che vengono letteralmente distrutti dalle larve, se non si provvede con metodi alternativi o ahimè chimici alla loro disinfestazione.

Dalle mille virtù, a patto che sia biologico

Dunque consumiamo cavoli coltivati  da noi in terreni vergini, oppure rechiamoci al banco del biologico, dove a pochi soldi troveremo un'ampia scelta che ci consentirà di consumarne anche crudi ( per coloro che soffrono di ipotiroidismo, sarebbe indicato procedere ad una rapida cottura del cavolo, a causa della possibilità che incida sul metabolismo tiroideo e per questo viene inserito nei cibi gozzigeni).
Ma quali e quante patologie cura?
Essenzialmente, a  causa dell'alto contenuto di vitamina C, quelle delle vie respiratorie (raffreddori, bronchiti,tonsilliti e laringiti), chiaramente è bene farne un uso costante e non consumarlo quando siamo già ammalati!
Ne gioveranno gli artrosici, i gastritici e pure quelli affetti da ulcere gastroduodenali, coliti, acne, problemi di pelle, come pure è eccellente per contrastare la stitichezza e l'insufficienza epatica.
E non solo: la particolare ricchezza di minerali aiuta ad eliminare le scorie metaboliche, mentre l'effetto antinfiammatorio ed antiulceroso provvede a risanare i tessuti danneggiati.
Purtroppo, come molte piante eduli, la cottura lo priva di molte sostanze e  può renderlo un po più difficile da digerire, mentre grande efficacia ha l'assunzione di succo centrifugato.
Occorre quindi tener presente quest'ortaggio dalle virtù eccezionali e invitarlo spesso alla nostra tavola, restituendogli il ruolo principe tra le verdure.
Salute a tutti!

A cura di Insegnante Olistica

E' ancora il cibo la vera cura?

Ma è vero che dobbiamo mangiare variato?

Il collegamento delle malattie cronico degenerative (cancro, infarto del miocardio, ictus cerebrale), che rappresentano la principale causa di morte nei paesi occidentali, con una dieta non idonea, è oramai  scientificamente acclarato.
L'inveterata abitudine a far coincidere il senso di sazietà con l'assunzione diversificata di cibi, sull'onda della vecchia consuetudine "mangia variato per non aver carenze", ha avuto effetti disastrosi e consistenti non solo nell'eccesso calorico, ma sopratutto nell'espandersi di patologie un tempo poco diffuse.
Ma anche gli stati ansiosi, la fretta nel mangiare, l'eccesso calorico e la manipolazione dei cibi alterati e irradiati, deprivati di ogni sostanza vitale ha contribuito ad aggravare una situazione nella quale combinare adeguatamente gli alimenti per ristabilire la salute, necessita di un minimo di vera cultura alimentare.

Cibi semplici senza sostanze nocive


Al primo posto dovremmo mettere la qualità degli alimenti, preferendo quelli non alterati dai processi industriali, meno cotti, riscaldati, irraggiati, pastorizzati : la frutta e la verdura dovrebbero ottenere a pieno titolo il posto principale, anticipando la prima alla seconda e individuando diverse fasce orarie nella giornata durante le quali nutrirci di questi preziosi doni della natura. Fatto questo dovremmo ribellarci alla cultura dell'aminoacido ad oltranza e orientarci verso un saggio e moderato consumo di granaglie, meglio se a cottura rapida.
Infatti le elaborate digestioni provocano una serie di guai al nostro organismo, a causa delle quali possono insorgere diverse patologie: meglio orientarci su cibi nobili, integri e non manipolati.
Aborrire lo zucchero bianco e i vari dolcificanti, saccarine, aspartami e con essi meglio sarebbe eliminare tutte le sostanze nervine, come the, caffè, cole e bibite dopanti.

Il bisolfito è davvero innocuo?

Fatto questo dovremmo guardare con sospetto il consumo di vino anche perché come sappiamo non è possibile la vinificazione senza l'utilizzo del pericolosissimo bisolfito, quindi una bevanda così generosa diviene assai più indigesta per il nostro fegato dell'alcol che contiene.
Anche la birra, a onta di ogni pubblicità, dovrebbe essere assunta con moderazione e in ogni caso evitare bevande dolci o succhi conservati.
Chi si accinge alla nuova consapevolezza alimentare, senza un minimo di cognizione, rimane basito: "Cosa potrò mai mangiare?"
Escluso le carni, i derivato latto caseari e i succedanei di cui sopra, possiamo sbizzarrirci nella scelta dei cibi naturali, privilegiando i semi, i germogli, i cereali a pronta cottura e ovviamente frutta e verdura.
La regola è mangiar poco e mai troppo variato nello stesso pasto.



Molta frutta e verdure, ma anche noci e granaglie
 

Per quel che concerne la mia esperienza, ho adottato un regime che esclude completamente la colazione (il mio fabbisogno al mattino è assolutamente assente), alle 10/11 inizio con 3 arance spremute e ogni 2 ore circa assumo frutta di un certo tipo o carote,centrifugate o intere.Solo alla sera alle 19 provvedo ad un pranzo frugale a base di cereali e verdure, anticipati da una terrina di erbe crude.Dopo le 20 non assumo più nulla fino al giorno seguente.
Ho escluso anche tutte le bevande riscaldanti e  faccio un uso conviviale delle stesse tisane, preferendo mangiare una noce o della frutta secca.
Ognuno dovrebbe aver eil coraggio di informarsi e sperimentare, se non è sostenuto da una cultura personale che gli consenta di assumere le informazioni e analizzarle, dovrebbe aspirare concretamente ad esaminare le alternative e farsene un'idea personale, sulla base della quale chiedere lumi a medici o naturopati degni di stima.
Come sempre, non è la natura ad essere incriminata, ma è l'uso e l'abuso che se ne fa.

A cura di  Insegnante Olistica

sabato 3 maggio 2014

Storie d'amore e d'anarchia: allergie e intolleranze parte 2

Seguendo i principi della natura



Ecco di  seguito il racconto delle mie peripezie per ritrovare salute e vitalità che però  non deve indurre chiunque a cimentarsi senza esperienza in digiuni e scelte alimentari: è d'obbligo informarsi, studiare e sopratutto valutare  il caso personale, confrontandosi con un medico in linea con gli approcci naturali.

Per quel che mi riguarda, iniziai a considerare in modo a dir poco sospetto tutti gli alimenti e, scottata dalle mie disgrazie, mi accodai al carrozzone delle intolleranze che criminalizzavano ora un alimento, ora un altro.
In quello sfortunato periodo ebbi a patire persino degli shock anafilattici, la cui causa non fu mai trovata, ma che oggi riconosco essere nella pregressa autointossicazione da formaggi,zuccheri, caffè e inquietudine.
Poi capii che il corpo reagisce in modo morboso quando si trova a fronteggiare dei veri e propri attacchi al sistema naturale di smaltimento delle tossine, perciò la prima cura dovrebbe essere quella di controllare cosa ingeriamo.

Laparotomia o igienismo naturale?

Ma iniziai a condividere davvero l'approccio igienistico, solo quando, a causa di dolori addominali di natura sconosciuta, fui costretta a recarmi in ospedale per essere sottoposta a laparotomia. Nell'emergenza, sconvolta dal dolore, non trovai nessuno che potesse prendersi cura dei miei cagnolini (ben 14), più una nutrita combriccola di gatti e fu così che firmai per essere dimessa e contrariamente al parere medico iniziai a praticare i metodi indicati dalla dottoressa Catherine Kousmine per mantenere l'igiene intestinale.
Dopo una nottata ed un giorno intero  in ospedale,in preda a dolori lancinanti mai leniti, tra esami del sangue, lastre ed ecografie, mi ero sentita dire solo: "dobbiamo aprire per vedere che c'e' ".
Mentre non avrebbero potuto prendere la responsabilità di ripulire l'intestino, come feci io a casa, con sollievo per quei miei villi intestinali tormentati. Ma non era la costipazione il mio problema, ma probabili polipi o diverticoli che si erano formati a seguito sciagurate abitudini studentesche, come l'abuso del caffè e dello zucchero bianco, oltre che di formaggi, con cui credevo di saldare il conto proteico di una dieta vegetariana.

Crudismo e la scoperta del metodo di Catherine Kousmine

L'incamminarmi per la strada del crudismo avvenne proprio grazie all'impostazione della valente dottoressa svizzera, che però proponeva anche dei mix di yogurt /semi oleosi/frutta secca e fresca assai poco digeribili per il mio stomaco delicato.
Ma grazie a questo approccio iniziai a prendere le distanze da una cultura medica che aveva assistito al formarsi di ben 8 noduli tiroidei, potendo propormi solo un'integrazione forzata di estratti ormonali e un'eventuale asportazione di un muscolo invaso da un mioma. 
Riconobbi che quelle formazioni tiroidee erano risultate  direttamente  dalla costipazione intestinale, come aveva dimostrato uno dei  miei più lunghi digiuni integrali degli anni seguenti ( senza assumere altro che acqua, durante il quale assistetti alla dissoluzione della maggior parte dei noduli , nonchè del  mioma gigantesco).
Così, se l'adozione da ragazza della dieta vegetariana mi aveva magicamente liberata di ogni gastrite, l'abolizione delle uova e dei prodotti caseari, con una dieta vegan fruttariana aveva migliorato di gran lunga il mio stato di salute, che mi consentiva ora di adoperarmi con successo in varie attività sportive e di porre attenzione ai miei impegni ed al volontariato, con un'energia inesauribile.

Lo stato del colon come termometro della salute 

Quel che  risultò chiaro fu che la massa fecale è spesso trattenuta nell'organismo per varie ragioni e non deve trarci in inganno la frequentazione quotidiana del servizio igienico.
Come ben sapevano i nostri antenati fino a Pitagora ed Ippocrate, l'evacuazione quotidiana e "commendevole" rappresenta essa stessa  garanzia di salute.
Stimolarla con sostanze infiammanti come purganti e lassativi sopratutto chimici, non serve a nulla se non ad aggravare il problema e per risolverlo io mi rivolsi al digiuno.
In seguito continuai a fare uso saltuario dei metodi indicati da tutti i più noti digiunoterapeuti per liberare l'eccesso di scorie, mediante enteroclismi o piccolissime dosi di lassativi naturali non derivati della Senna.

Attività fisica e piccole infrazioni

Ma sopratutto mi ricordai di passeggiare molto, oltre alla quotidiana ginnastica e smettere di nutrirmi quando si presentava qualunque disagio al colon.
Ammetto di avere avuto molte "cadute", la principale, che mi affligge ancora, è sull'uso ( ed abuso) di miele, come pure in periodi freddi l'occasionale assunzione di cioccolata o dolci.
Per fortuna, i periodi regolari di digiuno mi rimettono in sesto e non ho più accusato forti disagi fisici.
Una delle meraviglie che mi è capitato di osservare è che le miei unghie deboli e fragili da tutta una vita divenivano forti e lunghe e i miei capelli si rinforzavano, i miei muscoli apparivano più sodi e la pelle più tersa...insomma un bel cambiamento rispetto alla cultura farmaco-dipendente in cui ero stata cresciuta!
Posso affermare con convinzione che allergie e intolleranze delle quali sembravo soffrire erano solo l'espressione di un organismo intasato e sofferente e che nessun cibo naturale, non artefatto dall'uomo e lasciato nella sua forma originaria, aveva leso il mio corpo o provocato malattia.

A cura di 
Insegnante Olistica

Digiuno come benettia

Un naturale meccanismo terapeutico


In tempi di sovralimentazione, ove la scellerata mescolanza di assurdità alimentari contrasta con la povertà di un'altra parte di mondo, affamato e dimenticato, nuove malattie affliggono l'uomo occidentale, molte delle quali  legate al cibo.  E non parliamo della condizione dell'obesità, purtroppo piaga costante dei paesi ricchi, ma di una serie di patologie individuate dalla medicina ufficiale che affliggono le popolazioni "evolute" a livello fisico e psichico.
Parliamo di tutte le interazioni dell'eccesso alimentare con i poveri corpi martoriati di migliaia di persone, che introducono dissennatamente ogni tipo di alimento, sostenuti da una pubblicità ingannevole che affianca una produzione massiccia di cadaveri, derivati caseari e pochissime verdure (che così conservate, sterilizzate e impoverite d'ogni sostanza non hanno più alcun ruolo nutritivo).
Ma non solo: l'eccesso alimentare, la cultura del fast food e dell'eccesso, si riflette pure nelle patologie pericolose come le sindromi bulimiche e l'insidiosa anoressia.

La donna come artefice del felice cambiamento alimentare nel mondo

Tutto ciò indurrebbe al controllo o almeno alla moderazione consapevole, ma le principali artefici di questo stato di cose sono proprio molte donne, che seguono le pubblicità e un'informazione scarsamente educativa, proponendo poi stili alimentari ai loro figli che li segneranno per una vita. 
Ma mentre l'intento è sicuramente buono e condivisibile, l'effetto non lo è. 
Ecco perché questo messaggio è dedicato sopratutto alle donne, parlando da donna a donna, le uniche attraverso le quali potrà avvenire il cambiamento epocale della nostra cultura alimentare, da "aggressiva-manipolativa" a cultura del cibo buono/nutriente/non crudele.

Prima di ogni digiuno, depuriamo il nostro corpo

Molti si sorprendono quando dico loro che prima del digiuno devo intraprendere 4 settimane di depurazione a base di succhi freschi di frutta, ma sopratutto di verdure: ma la ragione vi sarà presto chiara leggendo i passi che seguono.
Infatti, se siamo arrivati "alla frutta" ed il nostro sistema non ne può più di sovralimentarsi di schifezze e ci impone una tregua forzata, lasciate perdere gli yogurt e le insalatine e consegnatevi alla benettia del digiuno.
Alcune precauzioni iniziali possono consistere nella presa di coscienza del perchè si digiuna, a livello morale e terapeutico, non senza aver consultato prima un medico specializzato in terapie analoghe, che vi insegnerà ad ascoltare il vostro corpo e a ripulirlo, passo essenziale prima di affrontare il vero e proprio digiuno.
Perché quello che è sconosciuto agli aspiranti digiunatori o detrattori del sistema è che tantopiù l'organismo è intasato, tantomeno riusciremo a condurlo con efficacia e semplicità durante il digiuno.

Volontaria astensione

James Balch e Mark Stengler, nel loro testo "Rimedi Naturali", parlano anche del digiuno affermando che in milioni di anni è stato il rimedio più efficace cui si è ricorsi per ristabilire la salute, attraverso una volontaria astensione, per periodi di tempo variabili.
Il terapeuta, psichiatra R. Dalke ne ha fatto uno dei caposaldi della sua tecnica di guarigione, come pure un valente e illuminato medico romano, il Dottor Simeone dell'Istituto Broussais di Roma.
Anche nel secolo scorso diversi interessanti approcci furono indagati da medici valenti, come Arnold Eheret, che predicava come l'organismo umano fosse intasato da muco a vari livelli , a causa del quale bisognava porre attenzione a digiuni troppo lunghi che avrebbero portato in circolazione troppi veleni, ma proponeva una pratica di astensione di soli 3 giorni alla volta, anticipate da  4 settimane di preparazione e depurazione con specifiche prescrizioni alimentari.
E come ci ricorda  Valdo Vaccaro, colto naturopata e paladino veemente della scelta fruttariana e no cruelty, dobbiamo considerare con  rispetto e devozione sopratutto il grande medico americano Herbert Shelton, i cui studi sul digiuno sono fino ad oggi considerati i più approfonditi e dettagliati.


Ma cosa accade durante il digiuno?

Vorrei dire che il digiuno deve essere considerato una vera terapia e quindi non si presta a perdere peso con dissennatezza: è un modo serio e sicuro in cui, sotto controllo medico, possiamo divenire consapevoli di noi stessi e delle nostre esigenze in fatto di alimentazione. 
Non scaturisce da un rifiuto del cibo, ma da un momento di riflessione e depurazione, a seguito del quale diverremo più in grado di "sentire" se quel che mangiamo può essere dannoso o di aiuto e questo senza lasciarci condurre agli eccessi della ortoressia.
Scopriremo che cibarci di alimenti sani e vitali è meglio e più gratificante di rimpinzarci di cibi fritti, collose caseine, cadaveri e farinacei deprivati di ogni sostanza.
Infine i più fortunati di noi acquisiranno  il rispetto che ogni creatura vivente dovrebbe avere nei confronti del proprio corpo.
Ma vediamo in pratica cosa avviene nel digiuno.
Durante il primo giorno di digiuno, secondo i citati Balch e Stengler,  si brucia dunque  lo zucchero precedentemente immagazzinato, in seguito si comincia  a metabolizzare il grasso per produrre energia. 
Ecco perché, a partire dal terzo giorno, la fame inizia a diminuire, mentre le energie fisiche aumentano, le tossine presenti nel grasso corporeo vengono incanalate nel torrente ematico per essere filtrate dal fegato e dai reni.
Tra il secondo e il terzo giorno l'organismo entra in stato di chetosi, in cui il fegato converte i grassi in chetoni che possono essere utilizzati dai muscoli per produrre energia  e anche dal cervello.Si perde lo stimolo della fame, ma aumentano concentrazione e consapevolezza.

La salute come inderogabile responsabilità personale 

Al giorno d'oggi il digiuno, oltre a rappresentare un'occasione per mettere a riposo gli organi del nostro corpo, consentendo loro di autoripararsi, rappresenta un'opportunità di ringiovanimento e di recupero della propria vitalità.
Chiaramente è una pratica riservata a chi non abbia particolari patologie, nel qual caso è bene effettuarla sotto strettissimo controllo medico.
Ma ammetto che, nel mio caso, l'assunzione di responsabilità mi indusse ad intraprendere questa strada da sola, supportata solo dalle letture che negli ultimi 20 anni avevo approfondito sull'argomento.
Ne ebbi solo benefici e grande chiarezza.
Ritengo che  il discorso circa il benessere corporeo e mentale dovrebbe  sempre spingerci ad una presa di coscienza spontanea e profonda, valutando consigli e pratiche nella misura in cui si sia in grado di acquisire le informazioni nel modo più corretto e idoneo alle nostre esigenze.
Non facciamo mai nulla di cui non siamo convinti, non facciamo mai nulla senza che ci sia chiaro quello che ci viene proposto.
Niente al mondo è più importante della comprensione, niente è più importante del riappropriarci della nostra salute

A cura di:

Insegnante olistica

www.insegnanteolistica.jimdo.com